UNA SETTIMANA IN ITALIA

Una escort – trattasi di donna che offre il proprio corpo a pagamento – va in televisione e racconta la sua avventura con il presidente del Consiglio e la mancata candidatura alle elezioni europee; Migliaia di persone si trovano in piazza per manifestare a favore della libertà di stampa; Il comitato di redazione del primo TG nazionale si mette contro il proprio direttore; Una controversa legge sul rientro dei capitali sino ad oggi nascosti al fisco grazie a conti esteri viene approvata anche grazie all’assenza dei parlamentari dell’opposizione che contro quella legge hanno alzato un gran polverone; Il presidente del Consiglio dà dei farabutti a molti giornalisti; In una città del sud piove e decine di persone muoiono (provando la veridicità del detto “piove, governo ladro”, NdR); Un quotidiano nazionale propone la fine del servizio pubblico così come lo conosciamo (il canone come metodo di finanziamento all’informazione alternativo o complementare alla pubblicità);  Un tribunale dello Stato condanna l’azienda del primo ministro a risarcire un’azienda concorrente – dopo 20 anni dai fatti contestati – per ben 750 milioni di euro. I giudici reputano il premier, al tempo amministratore delegato dell’azienda, “corresponsabile delle vicenda corruttiva” in questione; Il partito di maggioranza minaccia manifestazioni; Si contesta al Presidente della Repubblica di aver firmato una legge così come previsto dalla Costituzione; A Milano due adolescenti picchiano donna nera perché aveva chiesto loro di non fumare sul tram e i poliziotti non le identificano; Un chilometro di TAV costa oltre 50 milioni di euro; la Corte Costituzionale si pronuncia su una legge dello Stato in odore d’incostituzionalità ma favorevole al premier; A Napoli crolla soffitto di una scuola, studentessa finisce in ospedale; Palermo invasa dalla spazzatura, popolazione accende roghi spontanei.

La situazione era a questo punto: che per stare ai fatti, il tempo era preso dalle cronache, non c’era posto che per le cose che accadevano realmente. Ogni invenzione annoiava. Bisognava ripetersi o morire – ENNIO FLAIANO, Le Ombre Bianche.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...