MORO: USA PRONTI AD AZIONI SEGRETE PER SPACCARE IL PCI

Leggo oggi sul Corriere della Sera che alcuni ricercatori italiani hanno ritrovato documenti desecretati “dell’intelligence inglese” che mostrano come gli USA, nel 1978, abbiano pensato ad operazioni segrete  sul territorio italiano per spaccare il PCI. Non ho motivo per dubitare della buona fede degli studiosi ne’ del quotidiano ma ci tengo a precisare – sicuramente per vanita’ e onore di cronaca – che quei documenti li ho ritrovati io lo scorso dicembre e l’ANSA li ha pubblicati in esclusiva a inizio 2009. Qui di  seguito riporto il pezzo cosi’ come e’ uscito all’epoca.

LONDRA, 30 DIC 2008 – L’amministrazione americana guidata dal presidente Jimmy Carter prese in considerazione l’ipotesi di condurre ”azioni segrete” sul suolo italiano pur di ”spaccare” il Partito Comunista e stroncare definitivamente ogni possibilita’ di compromesso storico. E’ cio’ che emerge da una serie di documenti datati 1978 e sino ad oggi custoditi negli archivi segreti del Foreign Office britannico. I faldoni – consultati in esclusiva dall’ANSA – sono stati resi pubblici attraverso il ”National Archive”, ovvero l’archivio centrale britannico, non appena sono scaduti i sigilli del segreto di Stato – 30 anni. E seguono con chirurgica precisione le vicende che hanno scandito l’anno ”orribile” della democrazia italiana: la crisi del governo Andreotti III, le consultazioni per formare un nuovo esecutivo, il rapimento Moro e infine l’assestamento del panorama politico italiano che segui’ il ritrovamento del corpo del presidente DC in via Caetani.


Soprattutto, i documenti desecretati raccontano le ansie e i retroscena sia dall’amministrazione americana che di quella britannica. Gli USA, in particolare, furono gettati nel panico dal crollo del terzo governo Andreotti. E reagirono con una tale determinazione da sorprendere persino gli inglesi. Che, come dimostrano i carteggi tra l’ambasciata britannica a Roma e il quartier generale londinese dell’FCO, si rivelarono meno ossessionati dal pericolo rosso ”made in Italy”. In un primo momento, comunque, la tensione e’ alta su entrambe le sponde dell’Atlantico. In un comunicato cifrato datato 21 gennaio 1978 l’ambasciatore britannico a Roma, Sir Alan Campbell, chiede al primo ministro James Callaghan di scrivere un telegramma d’incoraggiamento ad Andreotti, ”ora che ha ricevuto l’incarico di formare un nuovo governo”. ”Andreotti”, scrive Campbell, ”e’ moderatamente ottimista ma ricordiamoci che, se fallisce, le cose qui si mettono male”. Contemporaneamente, il presidente Carter pronuncia in conferenza stampa il famoso ”editto” in cui avverte gli italiani che l’ingresso al governo dei comunisti avrebbe delle pesanti conseguenze. Gli americani, consapevoli dell’impatto che avranno tali esternazioni in Italia, chiedono agli inglesi di sostenerli pubblicamente – emettendo una dichiarazione congiunta. I britannici, pero’, si smarcano. Campbell, da Roma, consiglia prudenza. Il 23 gennaio Londra si mette in contatto con il suo ambasciatore a Washington, Peter Jay. ”L’allarme suscitato nell’amministrazione USA dai recenti avvenimenti politici in Italia – dice il rapporto – e l’evidente desiderio di fare qualcosa ci hanno presi di sorpresa. Sarebbe di aiuto se potessi parlare con Brzezinski – consigliere per la sicurezza nazionale di Carter – prima di venire a Londra a febbraio. In particolare sulla situazione italiana e sulle sue implicazioni sull’Europa occidentale. Pare chiaro che giudizi di Gardner – ambasciatore USA a Roma – sull’Italia fossero molto piu’ allarmanti di quelli di Campbell”.


E Jay rispone cosi’. ”L’amministrazione USA si e’ decisa che una qualche azione era necessaria. Ecco il perche’ delle dichiarazioni. L’idea di condurre operazioni segrete per spaccare il PCI e’ stata una delle possibilita’ prese in considerazione durante gli incontri di vertice che si sono tenuti […]. Che cosa puo’ fare l’amministrazione per aiutare
Andreotti? Molto poco. Fare leva sul Fondo Monetario Internazionale potrebbe avere effetti contrari al desiderato.
Anche le azioni segrete sembrano essere state accantonate, almeno in queste circostanze”. A questo punto seguono due righe oscurate: il segreto di Stato, su quelle frasi, e’ stato prolungato per altri 30 anni. Sicurezza nazionale. Il rapporto di Jay, pero’, continua. Secondo l’ambasciatore ”fonti affidabili” hanno confermato l’abbandono del piano ”azioni segrete”. ”Non ci sono prove – continua Jay – che altre agenzie se ne stiano occupando. Dal punto di vista politico, le difficolta’ connesse ad un’azione del genere non hanno bisogno di spiegazioni”. ”Nonostante le difficolta”’, conclude l’ambasciatore, ”l’amministrazione cerchera’ sicuramente nei prossimi mesi metodi per esprimere la sua influenza”. (ANSA).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...