5 NOVEMBRE: CERTO CHE NON DIMENTICHIAMO

Remember, remember the fifth of November,

The gunpowder treason and plot,

I know of no reason

Why the gunpowder treason

Should ever be forgot.

Da complotto liberticida – ma la storia si sa la scrivono i vincitori – a icona libertaria e anche un po’ anarchica. Le gesta di Guy Fawkes a distanza di secoli si trasformano, assumono connotati diversi, ma comunque, come vuole la filastrocca, non vengono dimenticate. Per farla breve:

Guy Fawkes (talvolta scritto anche come Faukes o Faux), e utilizzante anche lo pseudonimo John Johnson, era membro di un gruppo di cospiratori cattolici inglesi che tentarono di assassinare con un’esplosione il re Giacomo I d’Inghilterra e tutti i membri del Parlamento inglese mentre erano riuniti nella Camera dei Lord per l’apertura delle sessioni parlamentari dell’anno 1605.

Il 5 novembre 1605 il complotto fu scoperto da un soldato del Re, Thomas Knyvet, e i barili di polvere da sparo disinnescati prima che potessero compiere danni.

Da allora ogni 5 novembre nel Regno Unito e in Nuova Zelanda viene festeggiato il fallimento dell’attentato nella cosiddetta Guy Fawkes Night, nella quale i bambini bruciano su un falò un pupazzetto che simboleggia l’attentatore – Wikipedia in italiano.

Oggi, visto che i modelli negativi abbondano e si rinnovano, ad essere bruciati in piazza saranno fantocci di banchieri, pupazzi che ritraggono i politici (lo scandalo dei rimborsi inappriopriati non ha messo Westminster in buona luce) e persino i parcheggi a pagamento degli ospedali. Insomma, da complotto istituzionale a cahiers de doleances che riassume quello che proprio non va, anno per anno. Ecco allora che il fallito attentato dinamitardo di Guy Fawkes, oltre che entrare nel lessico comune di tutti i giorni (guy, in inglese parlato, significa tizio, tipo, e viene proprio da Guy Fawkes, e un tempo aveva una connotazione negativa, simile a balordo), diventa un inno alla liberta’, al diritto di ribellarsi dei popoli ai soprusi del potere costituito. Complice, certamente, l’ottimo graphic-novel di Alan Moore e David Lloyd – portato sul grande schermo dai fratelli Wachowski – V for Vendetta. Che, come scrive Moore nell’introduzione, e’ un libro adatto a chi “non spegne la televisione quando arriva il telegiornale”. Sottoscrivo. E anzi aggiungo: se i politici di tutto il mondo conservassero un po’ di quella sana paura di venir passati a fil di lama da una folla inferocita le cose forse andrebbero un po’ meglio.

Il mio 5 di novembre allora lo voglio festeggiare cosi’, con un sapore di anarchia in bocca. Perche’ se la stagione dei barili di dinamite e’ bene che sia tramontata, quella del bromuro di massa inizia seriamente a scocciare.  E dunque:

Remember, remember the fifth of November,

The gunpowder treason and plot,

I know of no reason

Why the gunpowder treason

Should ever be forgot.

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