MERCOLEDI’ DA BEONI

Ci sono certi giorni che l’ineluttabile ripetitivita’ della vita moderna – d’ufficio – mi pare davvero una condanna. T’alzi la mattina pieno di buoni propositi, verso l’ora di pranzo la meta’ delle piccole incombenze che t’eri ripromesso di svolgere – quella mail, quella telefonata, un fax, pagare una multa, ecc. – sono gia’ avviate al macero. Trangugi il pranzo e di nuovo sotto a chi tocca. Clicchi come un pazzo su Facebook sperando che l’ennesima pirlata ti strappi un sorriso. Poi notizie notizie notizie. Io le scrivo, d’accordo. Ma pure le leggo. E ogni giorno e’ lo stesso: questo vago senso di umanita’ che corre verso il disfacimento. Soprusi, volgarita’, menzogne, mezze soluzioni, menefreghismo. E nel mentre si fa sera. Eri partito che volevi cambiare il mondo, ora t’affanni per cambiare il divano, e ti disperi perche’ non hai voglia di mangiare ancora la pasta ma in casa non hai niente e chi c’ha voglia di andare al super. Conti i giorni: il mercoledi’ e’ il piu’ duro si sa, ma presto arriva il week-end. A me non cambia che tanto lavoro comunque ma da casa e poi l’atmosfera e’ piu’ garrula e la sera esci a spender soldi. Obama fa l’accordo con la Cina, Berlusconi fa l’accordo con la sua stessa maggioranza, Bersani fa l’accordo con di Pietro, e tu ti metti d’accordo con un amico per una birra la settimana dopo. Nei ritagli di tempo si beve vino rosso mezzo buono e nelle occasioni semispeciali settimanali vino rosso un po’ piu’ buono. Champagne quando hai qualcosa da festeggiare o vuoi spendere soldi alla cazzo trattando la tua bella come fossi James Bond. In entrambi i casi il giorno dopo hai mal di testa. Lunedi’ ti fa schifo a meno che non te lo sei preso di corta. A quel punto ha 9 tonnellate di panni da portare in tintoria/ritirare dalla tintoria/lavare/stendere a seconda delle finanze o dei capi in questione. Nei ritagli di tempo bevi vino rosso e progetti un reportage o un’inchiesta. 9 volte su 10 non interessa. Poi lo scrive qualcun altro. Non e’ che proprio te lo rubano e’ che le idee girano. Anche e a te ti girano ma dicono che e’ sempre meglio che lavorare. Pensi che forse e’ meglio cambiare mestiere ma quasi tutti i settori che t’interessano sono in crisi. A quel punto, di solito, ti capita un incarico figo, ti senti come Hemingway, la tua fidanzata sbuffa e pensa “si’ me l’avevi detto che sarebbe stato cosi’ ma io cretina non ci credevo”, e riparti di slancio. Ma la bolletta la devi ancora pagare e ti arrivera’ una mora bestiale. Ma tu stai difendendo la liberta’ e la democrazia, mica avrai tempo per ste cose. Poi da qualche parte, spesso in Italia, arriva una calamita’ naturale e si parla di religione. Ma e’ giovedi’, forse si va al cinema, forse ti faranno quel benedetto contratto/promozione, a seconda di dove ti trovi. Il mondo intanto va sempre peggio e anche nonna non sta tanto bene. E chissa’ dove cazzo e’ finita la carta d’identita’. Boh, ci penso domani.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...