LE VERE PREVISIONI VENGONO DALLA TAVOLA

LONDRA, 06 MAG – Alle pareti, fitti fitti, tanto che non c’e’ spazio neppure per un francobollo, ci stanno i ritratti – quasi caricature – di tre generazioni di politici britannici. Diversi governi di sua Maesta’ ti guardano mangiare goulash mentre i camerieri del Gay Hussar, il primo ristorante ungherese di Londra e tempio della politica britannica, servono veloci e silenziosi ai tavoli. Qui di solito regna la quiete di un chiostro: niente musica, solo voci e sferragliar di posate. Concilia il gossip e l’intrigo. Non sorprende quindi che sia proprio il Gay Hussar a restituire, sotto forma di ‘pizzino’, uno degli exit poll piu’ riservati dell’intera campagna elettorale: le previsioni personali dei notisti politici della stampa che conta.

A svelare il documento, tra una chiacchiera e un tocai, e’ John, il gestore di origine polacca. Che dopo gli oltre 30 anni passati tra questi tavoli s’intende di politica quanto il leader di partito piu’ smaliziato. C’e’ stato un tempo, infatti, che il Gay Hussar era il vero quartier generale del partito laburista. Gente del calibro di Michael Foot, Neil Kinnock (che spesso pranza ancora qui, nella privacy della saletta superiore), Reginald Prentice, veniva in questa strada di Soho a mangiare un boccone e tramare la prossima mossa. “Dovevamo stare attenti alle prenotazioni: chi c’era, di che partito facevano parte”, ricorda John. Un glorioso passato e un onesto presente, se e’ vero come e’ vero che qui ci vengono ancora David Blunkett, Alastair Campbell, e i Tory Michael Portillo ed Ed Vaizey. John ha un aneddoto per tutti. “Tony Blair si e’ deciso ad entrare in politica, nel 1982, alla fine di un pranzo qui da noi. Dovrei mettere una targa”, racconta. “Prentice”, dice poi, “non pagava mai. Si faceva sempre offrire la cena dai giornalisti. Poi, una sera, accenno’ a un atto di stizza: ‘basta, questa volta voglio contribuire’. Sul tavolo finirono una manciata di spiccioli, tre sterline e rotti se non ricordo male”. Ed e’ proprio questa relazione stretta fra politici e giornalisti che ha fatto la fortuna del Gay Hussar. Se i politici si sono pero’ nel tempo diradati, i giornalisti invece sono ancora clienti fedeli.

Ecco allora che, tra una battuta e un ricordo, partono le previsioni. Per il notista della BBC i laburisti prenderanno allora “245 seggi”, i Tory “298” e i Lib-Dem “85”. Per il reporter del Sun il Labour si fermera’ invece a “240” seggi, i Tory ne prenderanno “300” e i Lib-Dem “80”. Il veterano del Guardian avanza invece “260” scranni per i laburisti, “290” per i Tory e “80” per i Liberaldemocratici. Anche John ha messo nero su bianco, su un foglietto di carta, le sue previsioni: “252” Labour, “282” Tory, “96” Lib-Dem. “Io sto con loro: e’ un voto di protesta”, dice. Chissa’ se avra’ ragione lui. Basta aspettare domani. Carta canta.

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