DANILO RESTIVO RINVIATO A GIUDIZIO PER CASO BARNETT

BOURNEMOUTH (INGHILTERRA), 20 MAG – Rinviato a giudizio. Dopo 35 ore di ”estesi” interrogatori – atto finale di un’indagine che ha impegnato gli inquirenti britannici per quasi otto anni – il cerchio si e’ chiuso intorno a Danilo Restivo, l’ex ragazzo di Potenza indagato in Italia per la morte di Elisa Claps e nel Regno Unito per l’omicidio della sua dirimpettaia, la sarta 48enne Heather Barnett. Ora, per quel delitto, Danilo – 38 anni – dovra’ affrontare il tribunale: sara’ compito della giuria stabilire se le prove raccolte dai detective della polizia del Dorset sono sufficienti a comminare una condanna. Ma non e’ tutto. Il caso Barnett, infatti, rischia di essere solo il primo tassello di un puzzle molto piu’ complesso, ancora tutto da chiarire. E certamente inquietante. A far parte dell’affaire Restivo non sono ‘solo’ Elisa ed Heather, ma anche Jong ‘Oki’ Ok-Shin, la studentessa sudcoreana uccisa con tre coltellate a Bournemouth il 12 luglio del 2002. Per quel delitto venne accusato, processato e condannato Omar Benguit, un giovane tossicodipendente che si e’ sempre detto estraneo ai fatti. Il suo legale, Giovanni di Stefano, oltre ad aver recentemente depositato l’istanza di revisione del processo presso la Criminal Cases Review Commission britannica ha scritto alla Procura di Bournemouth chiedendo di avviare un procedimento ai danni di Danilo Restivo. ”O si muovevano loro – ha raccontato – o ci saremmo mossi noi, rivolgendoci direttamente ai magistrati”. Per di Stefano, infatti, gli indizi circostanziali raccolti nel tempo a carico di Restivo sono maggiori di quelli compilati a sfavore di Omar. ”Lunedi’ – rivela all’ANSA – chiedero’ ufficialmente che Restivo venga imputato di omicidio anche per il caso Oki”. Stando d’altra parte a fonti vicine all’indagine, tra le ragioni che hanno portato gli inquirenti a procedere con l’arresto vi sarebbero la memoria dello stesso di Giovanni, riscontri di natura scientifica sulla Barnett e su Restivo, nonche’ elementi emersi da ”un altro caso”. Non e’ chiaro se si tratti del caso Oki o della vicenda Claps. Certo, come ha anche sottolineato il legale della famiglia Claps, Giuliana Scarpetta, se questa lunga scia di delitti fosse provata, ci troveremmo davanti a un prolifico – e astuto – serial killer. In caso contrario Restivo si troverebbe al centro di un’odiosa persecuzione. Il Procuratore Alistair Nisbet, ad ogni modo, ha trovato gli elementi raccolti dalla polizia ”sufficienti” a rinviare a giudizio Danilo. ”Conseguentemente – ha detto oggi ai giornalisti – ho autorizzato gli inquirenti a procedere con il capo d’imputazione e domani comparira’ davanti al tribunale di Bournemouth”. ”Secondo le procedure introdotte nel febbraio di quest’anno – ha concluso – Danilo Restivo sara’ sottoposto a regime di custodia cautelare presso la Crown Court di Winchester. Lunedi’ prossimo un giudice stabilira’ se Restivo dovra’ restare in regime di custodia fino all’inizio del processo”. Il che, dicono i bene-informati, e’ quasi sicuro. La sensazione che si fosse sul punto di una svolta cruciale era peraltro abbastanza chiara. Per i detective britannici, infatti, sarebbe stato un vero smacco dover rilasciare Restivo per la terza volta. In questo senso, alcuni fonti vedono in questa repentina accelerazione della vicenda la volonta’ delle autorita’ locali di agire prima dei colleghi italiani, in modo da evitare l’estradizione del loro sospettato numero uno. ”Gli inglesi lo processano per il caso Barnett e noi lo processeremo per il caso Claps”, ha aggiunto Scarpetta dopo la notizia del rinvio a giudizio. ”Andremo avanti, naturalmente, per fare giustizia a Elisa”. Alla fine, insomma, Restivo potrebbe trovarsi imputato in tre delitti: 12 settembre 1993 (Claps), 12 luglio 2002 (Oki) e 12 novembre 2002 (Barnett). Una ricorrenza, quella del dodici, che pare davvero cavata fuori da un romanzo noir.

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