THE TROUBLE WITH SILVIO

Mi rincuora che almeno Alexander Stille si sia accorto che l’Italia e’ l’unico tra i grandi paesi – ma lo siamo davvero ancora? – ad arrancare dietro alla banda larga e che il conflitto d’interessi venga visto come la ragione principale di tale sclerosi – vedi qui. La malattia che affligge il nostro Paese, e il Berluska in questo senso e’ solo il miglior interprete del’andazzo, ritengo sia pero’ un’altra. Ovvero la chiusura. L’omerta’, se volete. E’ per questo che l’Italia mal s’adatta alla modernita’ contemporanea, a causa dell’atavica diffidenza. Mi spiego. Provate a rintracciare il numero di telefono di un pubblico ufficio su internet, la mail di un giornalista, le delibere di un consiglio comunale, i dati di un ministero. Un incubo. Le stesse operazioni, in Gran Bretagna, prendono pochi minuti. E non e’ solo una questione di pubblico/privato, ma anche di Stato nazionale/organismi internazionali. Le tabelle Eurostat relative all’Italia sono spesso e volentieri incomplete – dati non pervenuti: come non pervenuti? Qualunque aspetto tangente alla nozione di “condivisione”, che se volete e’ poi l’etos di internet, da noi incontra subito un intoppo. Legale, certo – tipo la legge Pisanu per il wireless. Ma anche culturale. Guardate i profili di Facebook degli italiani: foto dei bambini, foto con l’amante, foto in posa ose’ ma morire che ci sia la mail o un numero di telefono. Per carita’, viva la privacy. Solo che troppo spesso mi sa da paranoia del contatto – come quelli che non rispondono a numero sconosciuto o impostano numero sconosciuto, manco fossero il Presidente del Consiglio.

Ancora. L’Italia e’ uno dei pochi paesi al mondo che non ha una legge che regoli l’accesso ai dati detenuti dalla pubblica amministrazione – Freedom of Information Act. Norma che, pur con le limitazioni del caso, e vi assicuro non sono poche, permette ai reporter anglosassoni di fare buon giornalismo. E da noi servirebbe come manna nel deserto. Di piu’. IPad e simili stanno esplodendo, e’ il gadget del momento. Si possono comprare ebook in Italia? Nel Regno Unito – come in Francia, Spagna, Germania, tutto il mondo, praticamente – su iTunes si possono acquistare o noleggiare i film. Perche’ in Italia no? L’oggetto dunque non e’ solo la diffusione del sapere la l’accesso stesso alle informazioni. Quella societa’ aperta che teorizzava Popper da noi e’ vista come l’anticamera dell’inferno. Visto dunque che si parla tanto di dopo Berlusconi, di sfide della modernita’, di giornalismo al crocevia, mi piacerebbe veder discutere anche di questi temi. Io credo che sul concetto di apertura si potrebbe organizzare una bella battaglia, per una volta non polarizzata sulla diarchia sinistra/destra, Berlusconi/resto del mondo. Nell’Italia che vorrei c’e’ la possibilita’ di scaricare, pagando, film sull’iPad, acquistare libri, accedere liberamente a banche dati del governo e poi rielaborarle io stesso con Excel, e non dover accontentarmi della pappa-pronta – sul sito dell’Istat un po’ si puo’ fare, ma espugnare i ministeri e’ la vera battaglia. In piu’, da giornalista, vorrei un FOIA anche nel Belpaese. Oltretutto, ne gioverebbe anche l’economia.

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