SAIF ERA IL VOLTO PULITO DEL REGIME – ORA E’ FONTE D’IMBARAZZO PER ESTABLISHMENT BRITANNICO

(ANSA) – LONDRA, 22 FEB – L’establishment britannico aveva puntato su Saif come possibile successore del Colonnello: impeccabile accento inglese, dottorato di ricerca alla London School of Economics, aspirazione liberale. Ora, dopo la lunga apparizione in TV in cui il secondogenito di Gheddafi ha promesso di resistere fino all’ultimo proiettile, le alte sfere del Regno Unito si trovano a fare i conti con l’imbarazzo tipico di chi ha puntato troppo sul cavallo sbagliato.

In primis, i Windsor. Il principe Andrea ha più volte visitato la Libia in qualità di ambasciatore britannico per il commercio estero. A Tripoli si è spesso intrattenuto in compagnia di Saif. Cortesia che Andrea a ricambiato ospitando il figlio del rais a Buckingham Palace e al castello di Windsor. Saif, d’altra parte, è di casa a Londra – nel vero senso della parola. Il Gheddafi ‘liberale’ possiede infatti una villa da 10 milioni di sterline in Bishop’s Avenue, indirizzo esclusivo nel quartiere di Hampstead. Tra le sue frequentazioni altolocate si contano poi i Rothschild, celebre dinastia di banchieri. Fu proprio a un party presso la ‘mini-Versailles’ del quarto barone Jacob, nel Buckinghamshire, che Saif fece la conoscenza di Lord Mandelson. Era il 2009. I due, riportano le cronache, andarono subito d’accordo. Saif e Nathan, figlio ed erede di Jacob, sono poi grandi amici. Così come lo sono Mandelson e Nathan. Tanto è vero che tutti e tre, in varie occasioni, si sono ritrovati nella villa di Corfu dei Rothschild. La ‘connection’ con la magione greca è importante. Qui, infatti, nel 2008 si tenne l’incontro fra l’attuale Cancelliere dello Scacchiere George Osborne e il magnate dell’alluminio russo Oleg Deripaska. Osborne (ex compagno di scuola di Nathan) fu costretto a negare di aver chiesto all’ex oligarca donazioni a favore dei Tory mentre Mandelson dovette rispondere alle accuse di aver favorito Deripaska in qualità di Commissario UE al Commercio.

Non è dunque un caso che la Libyan Investment Authority, il fondo sovrano libico, abbia acquistato una quota da 300 milioni di dollari quando l’anno scorso la Rusal – che fa capo a Deripaska – è sbarcata sul listino di Hong Kong: gli amici prima o poi diventano ‘partner’. L’operazione Saif da domenica sembra però ormai naufragata del tutto. Anche la LSE – dove discusse una tesi sul ruolo della società civile nella democratizzazione delle istituzioni globali – ha preso le distanze dalla Libia. “Il discorso in TV di Saif fa parte del repertorio di Shakespeare o di Freud”, ha commentato il professor David Held, tutor del giovane Gheddafi. “Ho visto un uomo diviso fra la lealtà alla famiglia e le sue aspirazioni verso le riforme. Non era il Saif che ho conosciuto così bene nel corso degli anni”.

 

Un pensiero su “SAIF ERA IL VOLTO PULITO DEL REGIME – ORA E’ FONTE D’IMBARAZZO PER ESTABLISHMENT BRITANNICO

  1. Mar02Vale Ho ventanni ma qsetuo non centra..Io penso che razionalmente la tua affermazione sia pic3b9 vicina alla realtc3a0 della mia..Ma daltronde se non si spera in un qualcosa di meglio Allora non c’c3a8 futuro, e non c’c3a8 nulla che valga la pena di fare E se questa fosse la filosofia che passasse, sarebbe la fine

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